Mammansia


Avete presente quelle mamme costantemente ansiose? Quelle “e se fa troppo freddo? E se fa troppo caldo?”. Quelle capaci di misurare la temperatura ai figli anche 3 volte in un’ora e agitarsi perché hanno “la febbre a 37.1”? Quelle che se piove non si esce assolutamente di casa, non sia mai che il bambino si prenda la broncopolmonite. Quelle che al mare si va solo dalle 5 di mattina alle 8 e dalle 18 alle 19.30. Quelle che “mio figlio non dorme, sicuro sta male”. Poi dorme troppo “e allora avrà la febbre o altro” e ricominciano a torturarli col termometro. Quelle che al primo colpo di tosse già hanno pronto il bentelan, dovesse essere broncospasmo e passano le notti ad alzarsi ogni 15 minuti a controllare che il bimbo respiri normalmente. Quelle che al primo starnuto già tremano all’idea del ricovero per bronchiolite. Per bronchiolite. Io fino a qualche mese fa non sapevo nemmeno l’esistenza di questa patologia, o meglio l’avevo studiata all’università e la bimba di una mia amica la ebbe 3 o 4 anni fa ma mai, e dico mai mi sono posta il problema con la prima figlia. Sbagliando forse, ma sicuramente vivendo meglio. Insomma, quelle mamme che tutti i pediatri del mondo odiano e che odio anch’io, perché si sa, l’ansia genera e ansia e queste mamme sono il più delle volte ansiogene. Bene, pur odiandole diciamo che sono sulla buona strada per unirmi al loro club con la tessera di socia gold!

Con la seconda figlia pensavo che sarebbe stato tutto in discesa. Con la prima ,appunto, non ero stata particolarmente ansiosa, anche perché fino a che non ha iniziato il nido a 10 mesi non abbiamo quasi mai avuto febbre o raffreddori, ma ora avendo in casa una neonata di pochi mesi e la grande di poco più di due anni è un susseguirsi di tosse-raffreddore-tosse-raffreddore. E ansia. Tanta ansia.

Del suo, involontariamente forse, ce lo sta mettendo anche la pediatra, che pensando di avere di fronte una persona normale e sana di mente spesso “pensa a voce alta” e magari semplici raffreddori e catarro li definisce un possibile e rapido tramutamento in bronchiolite, ma ovviamente la mente malata di noi mamme ansiose perde una parte della conversazione e già si vede il piccolo di appena un mese ricoverato in ospedale. Che fare in questi casi? La mia pediatra suggerisce lo psichiatra, io di cambiare pediatra!

Scherzi a parte, predicando bene e razzolando male, mi sento di dire che abbiamo bisogno di darci una calmata. Si sa che il nostro stato d’animo si ripercuote inevitabilmente sul piccolo, che se magari è già nervoso perché ha un po di raffreddore per esempio, ci mettiamo pure noi a toccargli la fronte ogni secondo, a bloccarlo per 5 minuti ogni mezzora per misurare la febbre, a imbacuccarlo come una mummia egizia pensando che abbia freddo, chiudendolo in casa per settimane perché fa freddo e potrebbe peggiorare, beh ci sta che si innervosisca ancora di più e non ci manda a quel paese solo perché non sa ancora parlare. Ma lo farà.

Ora, capisco che ognuna di noi un minimo ansiosa lo sia, ma un minimo. Bisogna lasciarli vivere questi bambini. Bisogna lasciarli cadere e imparare a rialzarsi, bisogna che stiano con gli altri bimbi e imparino a socializzare e un po’ anche a difendersi. Bisogna che si becchino un raffreddore e una febbre ogni tanto, ecco magari non nei weekend sempre e comunque, e che si creino delle difese immunitarie. Bisogna che vadano al mare e imparino a mettersi la crema solare per non scottarsi, ma se dovessero scottarsi, ecco non è la fine del mondo, ci sono le creme a base di aloe vera. Bisogna che vadano al parco e si sporchino con la terra e se ne mangiano un pò, beh non mi risulta che sia mai morto nessuno.

Lo scrivo più che altro per autoconvincermi della cosa e per rileggerlo quando tra mezzora darò nuovamente di matto: non possiamo avere sempre il controllo su tutto, non lo abbiamo ora che hanno pochi mesi figuriamoci quando saranno più grandi e dovranno decidere e sbagliare da soli, e imparare a risolversi i problemi da soli. E purtroppo, questo momento arriverà prima di quanto immaginiamo.

Ricordiamocelo.

A presto

G.

 

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